Home / Eventi, Sport / A Gandino per parlare di sport e educazione

| Iscriviti via RSS

A Gandino per parlare di sport e educazione

29 gennaio 2010 Postato in Eventi, Sport

Mercoledì 27 gennaio si è tenuto presso il Cinema Teatro Loverini di Gandino (Oratorio) un incontro dibattito sul senso dello sport quale mezzo primario per l’educazione dei ragazzi e dei giovani. Tra i vari ospiti d’eccezione presenti mons. Francesco Beschi, Vescovo di Bergamo, Ettore Ongis, direttore de L’Eco di Bergamo, Eugenio Perico, ex calciatore professionista e allenatore di squadre giovanili, Lucia Castelli, pedagogista dell’Atalanta B.C. e Daniela Vassalli, mamma-campionessa nell’atletica. A questa tavola rotonda ho avuto il piacere di partecipare anche io come ideatore del blog EduCalcio.it.

I relatori della serata

È stata una serata molto coinvolgente dove si sono toccati vari temi del “fare sport” oggi per i giovani e le famiglie, i grandi valori ad esso connessi e il necessario approccio responsabile degli educatori. Ad aprire la serata, dopo i saluti di don Alessandro Angioletti e la proiezione del cartoon “Baby Scanner”, è stata la dott.ssa. Luca Castelli che ha fatto una presentazione dello sport giovanile e delle problematiche ad esso connesse, toccando anche molti aspetti legati al “calcio-spettacolo dei grandi”. Hanno poi preso la parola Eugenio Perico e Daniela Vassalli che hanno riportato la loro esperienza e il direttore dell’Eco di Bergamo, Ettore Ongis, che ha toccato molti aspetti legati al mondo della comunicazione e dell’informazione.
Dopo avere ascoltato i vari interventi, Mons. Beschi ha ricordato l’importanza dello sport come strumento educativo, facendo anche numerosi riferimenti al Vangelo, che ci propone “corse sull’acqua” e maratone iniziate da Maria al sepolcro e che ancora continuano con l’obiettivo di annunciare Gesù Cristo: l’esperienza del cristiano è dunque “esperienza di sport”.
Lucia Castelli ha voluto infine ricordare che, secondo la definizione di “sport” proposta dal Consiglio d’Europa, “atleta” non è solo chi pratica agonismo in quanto è da considerare tale “qualsiasi forma di attività fisica che, attraverso una partecipazione organizzata o non organizzata, abbia per obiettivo l’espressione o il miglioramento della condizione fisica e psichica, lo sviluppo delle relazioni sociali o l’ottenimento di risultati in competizioni di tutti i livelli”.

 

Lascia un commento